Bilancio aziendale: come utilizzarlo per pagare meno tasse e massimizzare i profitti

Comprendere e saper utilizzare il bilancio aziendale può rappresentare per gli imprenditori un potente strumento per ridurre il carico fiscale e per incrementare i profitti.
Purtroppo il bilancio aziendale per molti imprenditori è di difficile comprensione, per questo si affidano a soggetti terzi per la sua redazione, limitandosi all’approvazione ed alla firma come previsto dalla normativa.
Leggere un bilancio non è sempre agevole, tuttavia dalla sua lettura si possono trarre importanti informazioni sullo stato di salute dell’azienda.
Attraverso l’analisi di un bilancio, è possibile trarre molte informazioni per conoscere la situazione della società e fare scelte aziendali in modo più consapevole.

Bilancio aziendale: che cos’è?
Il bilancio d’esercizio è la sommatoria delle registrazioni contabili che ogni azienda redige annualmente.
Ha un duplice obiettivo:
• assolvere agli obblighi fiscali e contabili,
• creare un documento chiaro della situazione reddituale e patrimoniale dell’impresa, da mettere a disposizione degli stakeholders (soci, fornitori, banche, dipendenti, Stato, e ogni altro operatore che abbia bisogno di entrare in possesso di importanti informazioni sull’andamento dell’impresa).
In sintesi, il bilancio consente di fotografare il patrimonio in un dato momento, la ricchezza creata in un periodo ed i flussi finanziari generati.
Esistono tre formati di Bilancio Civilistico:
• Bilancio Ordinario: medie e grandi imprese
• Bilancio Abbreviato: piccole imprese
• Bilancio delle Micro-Imprese: micro imprese
L’Unione Europea ha cercato di armonizzare il sistema di stesura dei bilanci nei Paesi membri attraverso l’emanazione della IV Direttiva CEE (CEE=Comunità Economica Europea).
Bilancio d’esercizio: da cosa è costituito?
L’obbligo alla predisposizione del bilancio d’esercizio è sancito dall’art. 2423 del codice civile, il quale stabilisce che gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.
Il bilancio d’esercizio è un documento unico, ma è composto da tre parti distinte, che sono strettamente correlate tra loro:
• lo stato patrimoniale;
• il conto economico;
• la nota integrativa.
Il bilancio della società è dunque una fotografia scattata all’impresa nel giorno di chiusura dell’esercizio (solitamente il 31 dicembre).
Bilancio d’esercizio: soggetti obbligati
Il bilancio d’esercizio deve essere redatto da tutte le imprese, a prescindere dalla loro veste giuridica. Quindi, sono obbligate a redigere il bilancio d’esercizio:
• le società di capitali;
• le società di persone;
• le imprese individuali.
Società di capitali
Nel predisporre il bilancio d’esercizio, le società di capitali devono rispettare gli schemi di bilancio previsti dal Codice Civile.
Per queste società il bilancio rappresenta un documento con valenza esterna che ha l’obiettivo di fornire, ai soci e ai terzi, informazioni sull’andamento della gestione aziendale.
Le imprese individuali e le società di persone non devono redigere il bilancio d’esercizio seguendo gli schemi obbligatori di bilancio e non hanno l’obbligo di pubblicarlo.
Per questi soggetti, il bilancio è redatto soprattutto per finalità interne e assume importanza all’esterno solamente:
• in caso di richiesta di finanziamenti da parte dell’azienda.
• per il fisco ai fini della tassazione del reddito;
Per le società di persone e per le imprese individuali, il bilancio d’esercizio rimane soprattutto un documento privato, che ha l’obiettivo di informare i soci o l’imprenditore sull’andamento della gestione aziendale.
Riportiamo anche la normativa di riferimento:
La compilazione del bilancio d’esercizio è disciplinata sia dalle norme del Codice Civile che dalla normativa fiscale.
L’art.2217 del Codice civile stabilisce per tutte le imprese l’obbligo di redigere, al termine di ogni esercizio, l’inventario, cioè quel documento nel quale sono indicate e valutate tutte le attività e le passività.
Il Codice civile prevede una serie di norme, stabilite solamente con riguardo alle società di capitali, che vanno dall’articolo 2423 all’articolo 2435, e che disciplinano l’obbligo di redazione del bilancio, la struttura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico, i principi di redazione, il contenuto del Rendiconto Finanziario e della Nota integrativa, altri documenti che devono accompagnare il bilancio.
Per tutte le aziende, la normativa fiscale prevede l’obbligo di allegare una copia del bilancio alla dichiarazione dei redditi.
Bilancio d’esercizio: società di persone e imprese individuali
Per le imprese individuali e per le società di persone, l’articolo 2217 Cod. Civ. sancisce che queste imprese sono tenute a predisporre solamente:
• lo Stato Patrimoniale;
• il Conto Economico.
Esse non devono redigere il Rendiconto Finanziario, né la Nota integrativa.
Essendo la forma di tali documenti libera, essi possono decidere di:
• predisporre uno Stato Patrimoniale e un Conto Economico che seguano lo schema previsto per le società di capitali, andando ad adottare il bilancio in forma abbreviata.
• redigere due documenti nei quali risultino rispettivamente le attività e le passività dell’impresa, i componenti positivi e negativi di reddito.
Stato patrimoniale
Lo stato patrimoniale rappresenta una fotografia della situazione aziendale alla chiusura dell’esercizio.
In tale prospetto viene evidenziata la situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda mediante l’indicazione delle poste che compongono l’attivo, il passivo e il patrimonio netto (differenza tra attivo e passivo).
Lo Stato Patrimoniale è suddiviso in due sezioni, a sezioni contrapposte; nella parte sinistra vengono indicate le Attività, costituite da tutti i beni e le proprietà possedute dall’azienda, dai crediti dell’azienda nei confronti di terzi (clienti, ecc.), dalle disponibilità liquide (cassa, saldi attivi dei conti correnti).
Nella parte destra dello Stato Patrimoniale sono esposte le Passività e il Capitale netto.
Le prime sono rappresentate dalle obbligazioni dell’azienda verso terzi (fornitori, banche, ecc.) mentre il capitale netto è rappresentato dagli utili, dalle riserve e dal capitale sociale.
Conto economico
Il Conto economico fornisce informazioni in merito alla situazione economica della società, tramite l’indicazione dei ricavi conseguiti e dei costi sostenuti dall’azienda nel corso dell’esercizio.
Dalla differenza tra costi e ricavi deriva l’utile o la perdita dell’esercizio.
Le principali caratteristiche del prospetto di conto economico sono:
• la classificazione dei costi per natura (costi delle materie prime per produrre le merci vendute, spese come salari e stipendi, affitti, ammortamento, interessi sul denaro preso a prestito, tasse),
• la sua forma espositiva scalare consente di evidenziare i risultati economici intermedi (gestione ordinaria, finanziaria e straordinaria).
Per pervenire al risultato d’esercizio (utile/perdita) occorre detratte dai ricavi derivanti dalla vendita di beni o servizi prodotti dall’impresa (o da altre entrate) tutti i costi e le spese sostenuti per supportare le attività dell’azienda.
Proprio l’utile/perdita d’esercizio rappresenta il punto di raccordo tra il conto economico e lo stato patrimoniale.
Se non distribuito ai soci l’utile d’esercizio entrerà a far parte del patrimonio dell’azienda nell’ambito del capitale netto.
Il conto economico è influenzabile dalle strategie fiscali dell’imprenditore nella parte sopra l’EBIT (risultato ante oneri finanziari) allo scopo di ridurre l’utile sul quale si calcolano le tasse.
Nota integrativa
La nota integrativa è un documento analitico del Bilancio, che fornisce informazioni complementari a quelle contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico.
Oltre a fornire notizie indipendenti dal contenuto contabile, la nota integrativa svolge la duplice funzione di completamento e integrazione delle informazioni contenute nel Bilancio d’Esercizio.
L’art.2427 Cod. Civ. indica il contenuto della nota integrativa:
• Movimenti immobilizzazioni e patrimonio netto: bisogna spiegare come evolvono i valori di immobilizzazioni e patrimonio netto, da un anno con l’altro.
• Criteri di valutazione: alcune voci di bilancio (ammortamenti e cambi di valuta estera) subiscono una valutazione dal commercialista, prima di essere iscritte nei documenti.
• Indicazioni utili per l’Amministrazione fiscale: in tale documento si riporta il metodo di calcolo della base imponibile.
• Indicazioni su particolari voci di bilancio: costi di impianto, partecipazioni in altre imprese e l’ammontare dei proventi derivanti da queste, debiti e crediti di durata superiore a 5 anni, costi di ampliamento, costi di ricerca e la composizione di ratei e risconti.
• Informazioni generali societarie relative all’organico, ai compensi dei membri del collegio sindacale e degli amministratori.
Le PMI italiane possono redigere la nota integrativa in forma abbreviata che consente al Commercialista di omettere certe voci.
Bilancio Riclassificato
Il Bilancio Riclassificato è un prospetto in cui vengono riordinati i dati presenti nel Bilancio Aziendale.
Anche se non è utilizzabile per scopi di natura fiscale o giuridica, il bilancio riclassificato fornisce informazioni importanti per i processi decisionali all’interno dell’azienda.
Lo Stato Patrimoniale riclassificato fornisce una diversa e più adeguata rappresentazione dei valori di impieghi (attività) e fonti di capitale (passività).
Secondo il criterio finanziario possiamo quindi distinguere:
• gli impieghi di capitale liquidabili in breve tempo e quelli che rappresentano investimenti di durata pluriennale,
• le fonti di capitale da ripagare in breve tempo e quelle che rappresentano finanziamenti di durata pluriennale.
Il Conto Economico riclassificato permette invece di distinguere, all’interno della gestione reddituale complessiva:
• il reddito della gestione ordinaria (o corrente);
• il reddito della gestione straordinaria.
In particolare, il reddito prodotto dalla gestione ordinaria è quello prodotto dalla gestione caratteristica, dalla gestione accessorio-patrimoniale e dalla gestione finanziaria.
È possibile riclassificare il Conto economico:
• a valore aggiunto, che viene calcolato come differenza tra il valore della produzione ottenuta nell’esercizio ed il costo dei fattori produttivi (materie prime e servizi) impiegati per ottenere quella produzione,
• a margine di contribuzione, che non solo individui il reddito operativo, ma consenta di separare i costi in relazione al loro grado di variabilità (costi fissi e variabili).
Analisi di bilancio per indici
L’analisi di bilancio è una attività complessa svolta ricorrendo a tecniche prevalentemente quantitative di elaborazione dei dati, con cui si effettuano indagini sul bilancio di esercizio per ottenere informazioni sulla gestione e sull’impresa.
L’analisi di bilancio si prefigge di trasformare i dati del bilancio in informazioni.
L’analisi patrimoniale, economica e finanziaria delle imprese si fonda principalmente:
• sull’individuazione di appositi indicatori,
• sulla determinazione di tali indicatori.
Gli indici di bilancio sono strumenti di analisi che danno informazioni specifiche sullo stato di salute e sulle performance aziendali e sono utilizzati delle banche:
Si dividono in:
• Indici patrimoniali
• Indici reddituali
• Indici finanziari

Pagare meno tasse: strategie per ridurre il carico fiscale legalmente
Per pagare meno tasse e non rischiare di essere perseguiti civilmente e penalmente dal Fisco, i contribuenti hanno diverse opzioni.
Molti commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, nell’esatto momento in cui apprendono di dover versare all’erario un ammontare esoso di tasse, riflettono sulla possibilità di evadere le tasse ed occultare i guadagni in paradisi fiscali.
Niente di più sbagliato! Ogni trucchetto “fai da te” che il contribuente mette in atto senza aver compreso l’utilizzo ed il vantaggio nel redigere il bilancio d’esercizio, cela brutte sorprese.
Il consiglio? Evitare l’evasione fiscale! Il rischio di andare contro a pesanti accertamenti è davvero elevato.
Ci sono alcune soluzioni per abbattere il reddito imponibile, risparmiare le imposte da pagare ed incrementare i profitti:
• Scaricare l’Auto Aziendale con la possibilità di dedurre e detrarre i costi dell’auto al 100% senza cadere nell’evasione fiscale.
• Spese di rappresentanza: con questo tipo di spese puoi riuscire a scaricarle al 100% grazie ad una normativa della stessa Agenzia delle Entrate.
• Deduzioni e detrazioni: le deduzioni fiscali sono calcolate con un principio differente rispetto a quello delle detrazioni. Nel caso delle deduzioni, l’onere deducibile è quello che è possibile sottrarre dalla base imponibile. Nel caso di detrazioni fiscali, la percentuale delle agevolazioni fiscali è diversa a seconda del tipo di spesa. Ad esempio, per le spese mediche è possibile portarne in detrazione il 19%.
• Bonus Fiscale: ogni anno vengono immessi sul mercato interessanti bonus per agevolare la tassazione di artigiani, imprenditori, commercianti e professionisti. La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto diverse novità come la proroga del Bonus Cultura, Bonus Ristrutturazioni, l’EcoBonus, Bonus Verde, etc.
• Rimborso spese trasferte aziendali: l’art. 95 comma 3 del Tuir introduce alcune limitazioni alla deducibilità delle spese di vitto e alloggio. Tre sono i diversi sistemi di rimborso: rimborso analitico, misto, forfettario.